Domenica, 21 Luglio 2019
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I DSA e i Disturbi Evolutivi

La Direttiva Ministeriale sui Bes chiarisce e riconosce come le difficoltà scolastiche, e le loro conseguenze sul piano psicologico-emotivo, possano derivare, oltre che dalla presenza di disturbi specifici di apprendimento, anche da disturbi evolutivi specifici, da situazioni di svantaggio sociale e culturale o da difficoltà derivanti dalla scarsa conoscenza della lingua o della cultura italiana nel caso di alunni provenienti da culture diverse.
In particolar modo, la Direttiva ha il merito di intervenire nel campo dei disturbi evolutivi specifici che costituiscono una categoria diversa dai DSA. Tali disturbi, a fronte di competenze intellettive nella norma, possono presentarsi isoltamente o in comorbilità ai DSA e limitare l'impiego di alcune abilità.
Rientrano in tale categoria il:
- disturbo specifico del linguaggio (abilità linguistiche);
- disturbo di coordinazione motoria (abilità motorie);
- disturbo di apprendimento non verbale (abilità visuo-spaziali).
La Direttiva dedica una sezione a sé agli alunni con problemi di controllo attentivo e/o dell'attività, definiti con l'acronimo A.D.H.D. (Attention Deficit Hyperactivity Disorder).
L'A.D.H.D ha un'origine neurobiologica e comporta delle difficoltà di pianificazione, di apprendimento e di socializzazione. Spesso è in comorbilità con uno o più disturbi dell'età evolutiva e causa:
- disturbi oppositivi provocatori;
- disturbi della condotta;
- DSA;
- disturbi d'ansia;
- disturbi dell'umore.
Nel caso di studenti con A.D.H.D con un quadro clinico grave, è necessaria la presenza del docente di sostegno, come previsto dalla legge 104/92. 
Agli studenti che invece presentano il disturbo in modo non grave è necessario garantire il diritto al successo formativo con una didattica individualizzata e personalizzata, secondo quanto previsto dalla Direttiva Bes.